La Cenerentola di Rossini

Martedì 10 maggio 2022 è andata in scena all’ Auditorium della Conciliazione la rappresentazione teatrale “La Cenerentola di Rossini”. Oltre agli attori professionisti si sono cimentati nel canto e nella recitazione alche alcuni alunni dell’Istituto Comprensivo San Cesareo, tra questi anche la mia nipotina Arianna che frequenta il primo anno della Scuola Media Cesare Pavese.

Purtroppo a causa dell’intenso traffico sono riuscito a raggiungere l’ Auditorium con una mezz’ora abbondante di ritardo dall’inizio dello spettacolo.

Appena entrato sono rimasto subito impressionato dalla qualità delle luci, dai colori degli abiti di scena e dalle voci degli attori che hanno ben interpretato questa opera.

Avendo fotografato diversi spettacoli teatrali come professionista subito mi sono messo nelle condizioni di fare qualche scatto per rendere indelebili alcune scene di questo entusiasmante spettacolo che, per i nostri ragazzi (figli o nipoti), ha avuto sicuramente una enorme importanza formativa e culturale e sono sicuro che, a distanza di anni, farà piacere a loro e a tutti noi rivivere queste belle emozioni.

Un plauso agli attori, agli alunni ,ai professori e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa interessante iniziativa che farà sicuramente parte dei nostri ricordi più belli.

Grazie a tutti di vero cuore.

Nonno Angelo

Ho selezionato alcuni scatti con i quali ho voluto realizzare una piccola webgallery dedicata all’evento, spero siano di vostro gradimento.

Buona visione….!

Viola e Arianna all’uscita dell’Auditorium

Riserva Naturale – Lago di Posta Fibreno

La Riserva Naturale Lago di Posta Fibreno è stata istituita dalla Regione Lazio con propria legge, la n. 10 del 29 gennaio 1983 e viene gestita dal Comune di Posta Fibreno.
E’ estesa per circa 400 ettari e comprende al suo interno tutta la piana del Fibreno e le colline prospicienti il lago con le sue caratteristiche formazioni carsiche calcaree, dove è possibile, tra l’altro, ammirare alcune splendide doline.
Un’origine, quella carsica, che consente all’acqua di mantenere una temperatura pressoché costante, all’incirca sui 10/11° C., nel corso dell’intero anno, in quanto le acque che rivedono la luce a Posta Fibreno nelle numerose sorgenti che pullulano lungo le rive del lago alimentando lo stesso con circa 9 mc. di acqua al secondo sono quelle che, precipitate, sotto forma di pioggia, di neve o di grandine, sulle montagne del vicino Parco Nazionale d’Abruzzo e che dopo essere penetrate nel sottosuolo ed aver effettuato un lungo percorso, perlopiù in falde freatiche sotterranee.
La Riserva Naturale Lago di Posta Fibreno è stata creata per essere destinata “alla conservazione, valorizzazione e razionale utilizzazione dell’ambiente naturale, allo sviluppo economico delle comunità locali interessate ed alla corretta fruizione da parte di tutta la popolazione” e rientra nel Sistema dei Parchi e delle Riserve Naturali della Regione Lazio. Il lago presenta una curiosissima forma a boomerang e, nel bel mezzo delle sue acque, è possibile scorgere un piccolo promontorio verdeggiante che sembra in continuo movimento. Non si tratta di una vera e propria isola, quanto più di un intreccio di cannucce di palude, torba e sfagni di forma circolare con diametro di 30-40 metri. Quando il vento soffia o il volume dell’acqua si modifica, l’isola, non essendo radicata al suolo, sembra fluttuare da sola. Questo fenomeno è così raro da rendere Posta Fibreno un Luogo Incantato: il lago diventa la cornice magica delle danze dell’isola naturale. La Riserva Naturale Lago di Posta Fibreno è stata la meta della tappa del mio “Fotografare Viaggiando” di Martedì 19/04/2022. Dopo aver ricevuto indicazioni sull’unico Capanno da appostamento che si trova nella Riserva sono arrivato sul posto nel primissimo pomeriggio. Il tempo era parzialmente nuvoloso ma questo non ha inciso in maniera negativa sugli scatti. 

Si arriva al Capanno, che è situato proprio difronte piccola isola, tramite il sentiero “Puzzillo”. In questo periodo l’unico inconveniente sono dei piccoli arbusti presenti davanti le finestre di osservazione che limitano molto il campo visivo e, in molti casi impediscono la messa a fuoco dei soggetti da fotografare. Comunque sistemata l’attrezzatura non mi è rimasto che aspettare che arrivasse qualche animale da fotografare. In questi casi, come succede quasi sempre nella vita, è fondamentale una grossa dose di fortuna che non guasta mai.

Di seguito trovate alcuni scatti che ho selezionato per voi cari amici che mi seguite su questo Blog.

Esemplari di Moriglione ( maschi e femmine)

Esemplari di Germano ( maschi e femmine)

Esemplari di Folaga

Esemplari di Gallinella d’Acqua

Verso sera, ripercorrendo a ritroso il sentiero “Puzzillo” sono arrivato dove avevo parcheggiato la mia macchina. Percorrendo Via Carpello, che costeggia buona parte del Lago, mi sono fermato in un parcheggio antistante il Bar “L’Elfo del Lago”. Il sole volgeva al tramonto e con le ultime energie residue ho fotografato l’inizio del tramonto e i simboli di un monumento realizzato in un fazzoletto di terra tra il Piazzale e la riva del Lago.

Un pomeriggio pieno di emozioni trascorso all’insegna del relax vivendo a pieno la natura e ricevendo ancora una volta dei buonissimi insegnamenti degli animali. Consiglio vivamente agli amici, soprattutto a chi ha dei bambini, di frequentare questo sito perchè oltre al contatto con la natura si possono passare delle ore navigando sul Lago con delle barche o dei pedalò che diversi gestori affittano ai turisti. Viva la natura e viva la vita all’aria aperta lontani dalle tecnologie che stanno diventando una droga per i nostri figli e nipoti.

Al prossimo articolo…!

© AngeloDelleFratte

La Villa di Cesare e Massenzio a San Cesareo

E’ stata definita la più grande scoperta archeologica degli ultimi 30 anni. Nel 2010, lungo l’antico tracciato della via Labicana, in località “Colle del Noce” a San Cesareo (Comune della Provincia di Roma).

Durante una serie di scavi archeologici vennero alla luce i resti di una enorme Villa Romana, comprendente fra le altre cose una Fontana MonumentaleTerme Pubbliche e una vasta Necropoli di più di 200 tombe.

La Villa, che si trova al XVIII miglio della via Labicana, è stata identificata con quella che le fonti attribuiscono a Giulio Cesare prima, e a Massenzio poi.

Per questi motivi essa è divenuta pubblicamente nota come la “La Villa di Cesare e Massenzio“, secondo una definizione proposta dall’archeologo e studioso Emilio Ferracci, residente a San Cesareo e profondo conoscitore del territorio circostante e della sua storia archeologica.

Sono state disseppellite in una prima fase le strutture murarie appartenenti a una residenza di alto prestigio di epoca tardo repubblicana, e successivamente, in posizione contigua, spiccati murari più elevati di età imperiale. L’estensione dei due complessi è gigantesca.

Nella prima fase di scavi copriva almeno 13.000 metri quadrati.

Con l’ausilio del mio Drone ho voluto documentare la situazione attuale di questo Sito Archeologico che, tra l’altro, è anche uno dei Luoghi del Cuore del FAI.

Qualche tempo fa ho avuto modo di visitare il Museo Archeologico Nazionale Palestrina all’interno del quale sono esposti gli oggetti ritrovati durante gli scavi di questa necropoli e quindi ho potuto fotografare anche alcuni monili aurei (Tomba 58 – Metà III secolo d.C.).

Non conosco le dinamiche che hanno portato al quasi totale abbandono di questo sito Archeologico di notevole spessore, mi limito solo a dire che è un vero peccato non aver sfruttato a pieno le potenzialità di questa scoperta che sicuramente avrebbe dato più lustro alla nostra cittadina.

Ad maiora semper…!

© Angelo Delle Fratte

Lago di Caprolace

Lago di Caprolace – Sabaudia (LT)

Dopo l’Oasi WWF del Lago di Alviano, la Riserva Naturale del Lago di Canterno oggi è la volta del “Lago di Caporalace” che confina con La riserva Naturale Statale “Pantani degli Inferni” sul Lungomare Pontino nel Comune di Sabaudia (LT).

Per gli appassionati di avifauna è un sito dove si possono fotografare diverse specie di animali acquatici: tra questi i Fenicotteri Rosa.

Non essendoci dei capanni predisposti per gli appostamenti fotografici ognuno si organizza al meglio: c’è chi fotografa tranquillamente dall’interno della propria autovettura e chi come me preferisce invece il contatto con la natura e cerca di avvicinarsi in mille modi ai soggetti da fotografare magari nascondendosi tra i cespugli che circondano il lago.

Comunque, come in tutte le circostanze, il fattore determinante è sempre la Fortuna e questa volta vorrei dire che è stata molto compiacente.

Nelle due sessioni di riprese fotografiche: mattina e pomeriggio sono riuscito a fotografare diverse specie di animali, tra cui alcuni esemplari di: Avocetta, Beccaccia di Mare, Cavaliere D’Italia, Combattente, Egretta Garzetta e una discreta quantità di Fenicotteri.

Una giornata primaverile soleggiata con temperature al di sopra della media stagionale è scivolata via senza quasi accorgermene per quanto sono stato impegnato nella ricerca dei vari soggetti da fotografare.

Sia durante la pausa pranzo che a fine giornata (verso sera) ho fatto volare il mio drone con il quale sono riuscito a fotografare e fare riprese video che hanno reso questa giornata ancor più indimenticabile.

Ringrazio i miei amici Raimondo, Lucio e Rolando che hanno condiviso con me questa entusiasmante esperienza.

Di loro e delle nostre performance fotografiche parlerò nel prossimo articolo che verrà pubblicato sul Blog: “Vediamoci il Mercoledì”.

A seguire troverete alcuni scatti che ho selezionato per voi amici che mi seguite su questo Blog ed infine il Link del Video che ho realizzato con le riprese fatte con il drone già pubblicato sul mio canale Youtube.

Ad maiora semper…!

© Angelo Delle Fratte

Esemplari diFENICOTTERI ROSA”.

Esemplari diFENICOTTERI”.

Esemplari diAVOCETTA”.

Esemplari di “BECCACCIA DI MARE”.

Esemplari di “CAVALIERI D’ITALIA” Maschi con piumaggio nero e Femmine con piumaggio marrone scuro.

Esemplari di “COMBATTENTE”

Esemplari di “EGRETTA GARZETTA”

LINK VIDEO

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“DRONEGGIANDO SUL LUNGOMARE PONTINO”

Lago di Canterno – La Spatola Eurasiatica

Ieri pomeriggio insieme agli amici Raimondo e Luigi siamo arrivati sulle sponde del lato EST del Lago di Canterno per trascorrere qualche ora di relax cercando di fotografare qualche esemplare di animale acquatico che si trova in questa Riserva Naturale.

Non essendoci postazioni dedicate ai fotografi appassionati della fotografia Avi-Fauna ci siamo arrangiati alla meglio aspettando che qualche animale si muovesse nello specchio d’acqua. Rispetto ad altre riserve in questo sito è privileggiato l’aspetto ricreativo per famiglie con bambini.

Superate le prime difficoltà dovute all’assenza di appoggi per le fotocamere che, per questo tipo di fotografia, sono dotate di ottiche molto performanti per avvicinare il più possibile il soggetto da fotografare, ma, al tempo stesso, sono anche un pò pesanti da tenere per ore sulle braccia.

Con l’avvicinarsi del tramonto gli animali si mettono in movimento per cercare il cibo prima che faccia notte, quindi come per incanto abbiamo iniziato a vedere qualche esemplare che in base alla specie si procura il cibo immergendosi nel lago pescando del pesce, oppure infilando il becco nelle zone paludose a ridosso delle sponde del lago stesso.

In maniera del tutto casuale nella parte del lago dove ci eravamo piazzati ad un certo punto è arrivato un uccello di discrete dimensioni di colore bianco molto simile ad un’airone che con tutta tranquillità si è messo a cercare il cibo infilando il suo becco proprio verso la riva del lago dove c’è questa melma paludosa probabilmente ricca di insetti e quant’altro, ovvero il cibo preferito di questi volatili.

In questi casi non si bada molto alla tipologia dell’animale bensì si cerca di catturare il maggior numero di immagini nella speranza che alcune di esse siano di ottima qualità. Tra l’altro bisogna restare sempre molto concentrati perchè occorre trovare soluzioni rapide perchè altrettanto rapidamente cambiano diversi fattori: la luce, la velocità del volatile e la distanza tra noi e il soggetto da fotografare.

Dopo qualche ora di avvistamenti e di scatti, mentre rimettevamo negli zaini le nostre dotazioni tecniche l’amico Raimondo ha iniziato a fare qualche indagine su internet tramite il suo smartphone alla ricerca del nome di qualche animale che avevamo immortalato con le nostre fotocamere.

Nell’immediato però non ci siamo resi conto che uno degli uccelli che avevamo fotografato non era altro che una “Spatola eurasiatica”.

La scoperta è stata fatta però a tarda serata e dalle notizie che siamo riusciti a trovare tramite internet, sembra che questa specie nidifica in Europa, Asia e Africa del Nord. In Italia il suo habitat preferito è il delta del fiume Po e nella zona lagunare di Venezia dove se ne possono avvistare diversi esemplari.

(Gli spazi colorati rappresentano le zone dove nidificano questi esemplari di Spatola)

Da una prima indagine quindi sembrerebbe che questa specie non abbia mai nidificato nel Lago di Canterno. Durante la stagione riproduttiva, gli uccelli sviluppano un cerotto giallo e una cresta.Come potrete vedere dalle immagini che troverete al termine dell’articolo, la Spatola che ho fotografato ha esattamente questi particolari in evidenza segno che in questo periodo si sta riproducendo.

Questa sarebbe davvero una bella notizia.

© AngeloDelleFratte

Villa D’Este

La tappa odierna del mio “Fotografare Viaggiando” è “Villa D’Este” a Tivoli (Roma). Una splendida Dimora cinquecentesca nata per volontà del Cardinale Ippolito D’Este figlio di Alfonso e Lucrezia Borgia, edificata su un sito già anticamente sede di una villa romana. Il desiderio di far rivivere i fasti delle corti Ferraresi, Romane e di Fointanebleau, rievocare la magnificenza di Villa Adriana e la mancata elezione sul soglio pontificio, furono i fattori che spinsero il cardinale a realizzare questa sfarzosa e splendida opera architettonica in stile rinascimentale. L’idea della Villa, che si sarebbe sviluppata lungo una parte della cosiddetta “Valle Gaudente”, fu dell’architetto Pirro Ligorio, mentre chi la realizzò fu l’architetto di corte Alberto Galvani.

Della Villa sono particolarmente interessanti gli interni: il piano nobile fu decorato e dipinto da un nutrito gruppo di artisti sotto la direzione di Livio Agresti. Stanza dopo stanza si possono ammirare un’enorme quantità di affreschi che catturano l’attenzione del visitatore il quale ammira queste stupende realizzazioni in un’atmosfera quasi onirica. Purtroppo inesorabilmente il tempo corrode alcune parti degli affreschi ma, nonostante tutto, questi sono ancora molto ben conservati e piacevoli da vedere.

Il Giardino, opera del poliedrico Pirro Ligorio, si estende a partire dalla facciata posteriore della villa, rispetto all’ingresso attuale del palazzo, ed è articolato fra terrazze e pendii, con un asse longitudinale centrale e cinque assi trasversali principali, collegando e raccordando con maestria le diverse pendenze del giardino, utilizzando uno schema architettonico tipico delle città romane.

Inutile sottolineare l’enorme quantità di emozioni che suscitano queste opere sia pittoriche che scultoree ma, soprattutto, di Villa D’ESTE quello che ti lascia estasiato sono le innumerevoli fontane che con i loro giochi d’acqua che creano delle figure geometriche del tutto casuali. Tutto questo fotografato con uno smartphone o con una fotocamera darà origine a fotogrammi che congelando degli attimi li renderanno indelebili per l’eternità.

Ho selezionato una serie di scatti che ho suddiviso in due webgallery: la prima con foto degli interni della Villa e la seconda con foto del Giardino.

Buona Visione..!

©AngeloDelleFratte

WEBGALLERY INTERNI VILLA (INTERIOR ENVIRONMENTS OF THE VILLA)

WEBGALLERY GIARDINO (THE GARDEN)

Il Giardino degli Aranci

Altare della Patria
Sullo sfondo l’Altare della Patria

Il Giardino degli Aranci si trova sull’ Aventino (uno dei sette colli di Roma) ed è uno dei posti migliori da cui si può ammirare lo splendido panorama di Roma.

L’ Aventino è un’oasi di pace composta da un mosaico di antiche chiese, giardini nascosti, case private e ambasciate.

La pace e la quiete sono di primaria importanza e l’atmosfera è decisamente familiare.

Una passeggiata nei dintorni si rivelerà una vera e propria caccia al tesoro, dove potrai scoprire, tra l’altro il Parco Savello (Giardino degli Aranci) accanto all’antica chiesa di Santa Sabina.

Diversi edifici moderni furono costruiti sopra le mura romane originali del IV secolo avanti Cristo.

Proprio in questo meraviglioso giardino ho trascorso alcune ore di assoluta spensieratezza coltivando la mia grande passione per la fotografia.

Una pura coincidenza ha voluto che un’artista di strada allietasse con le dolci note del suo violino i numerosi visitatori del giardino per tutto il pomeriggio fino a tarda sera.

Anche in questa tappa del mio “Fotografare Viaggiando” ho scattato delle foto al paesaggio e grazie ad un’altra casualità ho potuto fotografare, dopo il tramonto, anche la prima Luna Piena del 2022: La Luna del Lupo che, anche se visibile al 96% ,dava proprio l’impressione della sua pienezza e lucentezza tipica nelle serate fredde d’inverno.

La prima Luna Piena del 2022, quella di Gennaio appunto, viene chiamata “Luna del Lupo” perchè durante il plenilunio nei boschi di montagna, molti anni fa, i lupi ululavano alla luna.

Di seguito troverete una selezione degli scatti che ho scelto per narrare fotograficamente questa bella esperienza fatta in un tiepido e soleggiato pomeriggio d’inverno nel Giardino degli Aranci.

Buona visione !

© AngeloDelleFratte

Capodanno sulla Terrazza del Gianicolo

Il pomeriggio del primo giorno del nuovo anno l’ho voluto passare sulla Terrazza del Gianicolo, uno dei colli più conosciuti di Roma (La Città Eterna).

Da questa terrazza si può ammirare lo splendore di una città caotica disordinata e quant’altro ma che non ha eguali dal punto di vista storico, artistico e monumentale.

Le innumerevoli Chiese disseminate nei più impensati vicoli di Roma fanno da corollario alla meravigliosa Basilica di San Pietro edificata all’interno dello stato Vaticano.

Arrivato sul posto nelle prime ore del pomeriggio ho notato che qua e la c’erano ancora le tracce dei festeggiamenti notturni che hanno salutato l’arrivo del nuovo anno.

Per chi ama la fotografia paesaggistica questi sono posti dove l’adrenalina sale ai massimi livelli e, nonostante i miei acciacchi, mi sono fatto coraggio ed ho cominciato a fotografare come faccio di solito.

Catturo le immagini di tutto ciò che mi emoziona e poi con la complicità del tramonto prima e dell’oscurità la fotocamera non si ferma un’attimo tanto che il tempo vola via senza neanche accorgermene e il buio sopraggiunge silenzioso cancellando tutti i colori che la natura ci offre.

La fotografia notturna è quella che richiede maggiore impegno e sacrificio ma alla fine il tutto ritorna con gli interessi perchè ciò che si fa con passione ti regala emozioni indescrivibili e ti da la speranza che tu riesca a trasmetterle anche a chi in quel momento si trova in tutt’altro posto e in altre faccende affaccendato.

Questo è il mio auspicio e spero che anche stavolta sia riuscito nel mio intento.

Di seguito troverete una selezione degli scatti che ho scelto per narrare fotograficamente questa bella esperienza dell’ennesima tappa del mio: “Fotografare Viaggiando”.

Buona visione !

© AngeloDelleFratte

Fotografare Viaggiando

Santuario della Fortuna Primigenia – Palestrina (Roma)

Il santuario della Fortuna Primigenia è un complesso sacro dedicato alla Dea Fortuna della Città di Praeneste (oggi Palestrina, Roma).

Si tratta di uno dei massimi complessi di architettura tardo-repubblicana dell’Italia antica.

Il sito archeologico ed il museo, proprietà del MIBACT, dal dicembre 2014 è gestito dal Polo Museale del Lazio.

Il santuario fa parte dei grandi santuari romano-ellenistici del Lazio insieme al santuario di Terracina e a quello di Ercole Vincitore a Tivoli.

Fu ispirato probabilmente alle grandi costruzione ellenistiche a terrazze, come il santuario di Atena Lindia a Rodi, e presenta un altissimo livello tecnico e stilistico.

Esso fu costruito alla fine del II secolo a.C., probabilmente grazie a gruppi associati di cittadini, desiderosi di affermarsi dopo essersi arricchiti con i flussi di denaro e di manodopera provenienti dall’Oriente grazie alle guerre e ai notevoli traffici commerciali.

Il santuario era celebre in tutto il mondo Romano per il culto della Fortuna Primigenia, ovvero “prima-nata” dei figli di Giove, ma anche Primordiale e dunque Madre e contemporaneamente figlia di Giove.

Il culto era associato all’oracolo che avveniva mediante l’estrazione delle sortes, le sorti.

I resti del santuario, che erano stati nel tempo inglobati nell’abitato medioevale, furono rimessi in luce in seguito al bombardamento del centro cittadino nel 1944.

Il santuario si articola su sei terrazze artificiali, edificate sulle pendici del monte Ginestro, collegate tra loro da rampe e scalinate di accesso.

I muri di fondo delle terrazze sono realizzati in opera poligonale e in opera incerta.

Questa tappa di Fotografare Viaggiando ha come destinazione “Il Tempio” (così lo chiamano gli abitanti di Palestrina) che negli anni è diventato uno dei Luoghi del Cuore – FAI.

Ho suddiviso in due web gallery il mio reportage fotografico:

  • La prima riguarda il “Sito Archeologico
  • La seconda è dedicata agli interni del “Museo Archeologico Nazionale di Palestrina“.

Buona visione !

©AngeloDelleFratte

WEB GALLERYSito Archeologico

WEB GALLERYMuseo Archeologico Nazionale di Palestrina

Vorrei la pelle nera – Teatro Comunale di Todi

Ieri sera al Teatro Comunale di Todi è andato in scena lo spettacolo “Vorrei la pelle nera” organizzato dalla locale sezione dei donatori di sangue AVIS.
Uno spettacolo gradevole con la partecipazione di molti artisti locali che si sono esibiti in eccellenti performance: ballo, canto alle attività circensi.
Io dal mio canto ho voluto dare un piccolo contributo realizzando alcuni scatti seguendo una tecnica che intende trasformare la fotografia in pittura.
Fotografare è scrivere con la luce ma oltre a scrivere si può anche dipingere.
Con la complicità di alcune coreografie è venuto fuori l’effetto “Renoir”.

A presto !@

AngeloDelleFratteTodi Fine Art Academy