Saggio di Fine Anno – Dea 2.2 asd

Ieri sera nella splendida cornice della Città di Palestrina si è svolto il saggio di fine anno accademico della Scuola di Danza “Dea 2.2 asd”.

Si sono esibiti nelle varie discipline tutti gli atleti che hanno frequentato il corso 2021/2022.

Tra questi c’era anche mia nipote Arianna che ha frequentato il corso di “Danza Aerea”.

È stata una bella kermesse con gli attori principali che hanno dato sfoggio delle loro potenzialità acquisite, durante l’anno, dagli insegnanti della scuola.

Ho fotografato alcuni momenti dell’esibizione della “Danza Aerea” e con alcuni dei miei scatti ho voluto realizzare una piccola webgallery.

Un plauso agli organizzatori dell’evento e agli allievi che hanno dato vita ad uno spettacolo coinvolgente ed entusiasmante.

Buona visione…!

© AngeloDelleFratte

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Parco Naturale Regionale Bracciano-Mantignano

Il parco ben rappresenta il tipico paesaggio vulcanico che si estende su gran parte della fascia collinare a nord della Capitale. A cavallo delle province di Roma e Viterbo, comprende i due omonimi laghi la cui superficie con seimila ettari complessivi copre da sola circa il 40% del parco e la campagna adiacente. Quello di Bracciano, di gran lunga il più esteso, costituisce una riserva d’acqua di grande importanza per la città di Roma che se ne avvale in occasione di ogni emergenza. La cintura di colline che circonda le sponde arricchisce la varietà del parco. Pascoli e coltivi disegnano una campagna ancora a misura d’uomo, in particolare in alcuni settori dell’area protetta come alla tenuta di Vicarello.

Questa è stata la meta di Sabato 23 aprile 2022 del mio “Fotografare Viaggiando”.

Ho deciso di iniziare l’escursione dal Lago di Martignano. Si può arrivare fino ad un chilometro dalla riva del Lago con la propria auto percorrendo una strada sterrata per circa due chilometri a questo punto si trova un grande parcheggio ed un servizio navetta molto efficiente. In alternativa si può raggiungere a piedi percorrendo un sentiero che all’andata e ,prevalentemente in discesa, mentre al ritorno è un pochino più faticoso visto il dislivello che c’è tra la riva del lago l’altopiano che circonda il lago.

Questo è il punto esatto dove si inizia a scendere verso il lago. Mi ha colpito molto questa frase scolpita su quel tronco:

“DEUS SIVE NATURA”

Letteralmente “Dio ossia la Natura” è un’espressione Latina che, nell’ambito della riflessione metafisica, cosmologica, teologica ed etica del Filosofo Baruch Spinoza, sta a significare l’identità di Dio, inteso come la sostanza infinita da cui tutti gli enti dipendono per la loro esistenza e per la loro essenza, e la Natura, intesa come l’insieme di tutto ciò che esiste, cioè la sostanza e tutti i suoi attributi e le sue modificazioni.

Arrivato sulla prato antistante la battigia del lago come per incanto appare uno spazio attrezzato per rifocillarsi gestito da “Enzo ai Salici”.

Da questo “chiosco-ristorante” si possono acquistare piatti gustosi e genuini (primi, secondi, contorni e dolcetto della casa a prezzi molto contenuti) per poi mangiarli sui tavoli artigianali messi a disposizione dei clienti e, mentre si consuma il pasto, si può ammirare lo splendido scenario del lago. Un’oasi di tranquillità dove si respira aria pulita e si ha la sensazione di esser in un paradiso terrestre in perfetta simbiosi con la natura.

Purtroppo per me che sono un’appassionato di fotografia ho potuto solo fare alcuni scatti al bellissimo paesaggio perchè non c’era nemmeno un esemplare di uccelli acquatici. Forse in questo habitat il periodo invernale è quello più indicato per poterceli trovare, ma pazienza trascorrere in tranquillità delle ore in questi luoghi non ha prezzo.

Dopo un paio di ore trascorse su questo splendido lago ho preso la la strada di ritorno avendo come obiettivo raggiungere la seconda meta di questa escursione: il Lago di Bracciano. Mentre percorrevo la strada sterrata sulla mia sinistra su una collinetta ho notato degli uccelli bianchi ma vista la distanza non riuscivo a comprendere di cosa si trattasse. Mi sono fermato ai bordi della strada e con movimenti felpati ho recuperato la mia fotocamera ed ho iniziato a scattare dall’interno della macchina con il finestrino abbassato (non avevo altre possibilià). Dopo diverso tempo di appostamento ingrandendo alcuni scatti mi sono accorto che si trattava di esemplari di aironi che invece di essere in acqua stanziavano su quel prato.

Tornato a casa interpellato il mio amico Raimondo in un battibaleno ha subito individuato la specie animale: “Airone guardabuoi” a questo punto tutto mi tornava. Come vi avevo anticipato la distanza tra me e gli aironi era enorme ma con la mia tenacia ho insistito nel fare degli scatti e tra questi fortunatamente qualcosa di buono è venuto fuori.

Ho ripreso il viaggio verso il Lago di Bracciano arrivando poco dopo in Località Anguillara Sabazia. Chiaramente dal punto di vista della natura nulla a che vedere con Martignano, mi sono allontanato dal centro abitato e dopo un paio di chilometri percorsi in direzione di Vigna di Valle (sempre dall’interno della macchina) ho potuto fotografare un esemplare di Cigno intento a fare la pulizia del suo corpo, uno spettacolo vederlo in azione.

Poi ho ripreso il viaggio facendo qualche altro chilometro costeggiando sempre la sponda del lago e mi sono fermato nei pressi di una piccola spiaggia con della sabbia nera e li mi sono messo in attesa di vedere qualche uccello acquatico, ma anche qui purtroppo non c’era nulla. Alla fine mi sono fatto persuaso (come dice il famosissimo commissario Montalbano) che forse non era la mia giornata fortunata dal punto di vista fotografico e quindi mi sono limitato a gustarmi il panorama e a respirare quel venticello gradevole tipico delle giornate di primavera che ha incoraggiato gli amanti della vela a scendere in acqua con le proprie imbarcazioni.

Termina qui il racconto di una splendida giornata trascorsa a contatto con la natura incontaminata che ti rigenera il fisico e lo spirito.

Un arrivederci alla prossima escursione.

© Angelo Delle Fratte

Luna piena della Neve

Luna piena della neve, a sottolineare come questo mese sia il più nevoso per la ragione nordamericana.

Un periodo di freddo e di ristrettezze, infatti, un’altra popolazione nativa, quella dei Cherokee, la chiama altrimenti luna ossuta.

Seppur oggi la nostra vita non sia più così legata al ciclo della natura, il mese di febbraio resta un momento in cui è necessario rallentare il ritmo, ritrovare se stessi e dosare le energie, nell’attesa dell’arrivo della primavera.

E proprio di energia ci parla il Leone, orgoglioso, creativo ed espressivo: qui si trova la luna oggi in opposizione al sole, che invece è in Aquario, eccentrico, futuristico e fantasioso.

I due segni sono opposti anche nello zodiaco: questo asse ci invita a trovare un equilibrio tra l’io e il noi.

È una fase nella quale è necessario indagare ed esaltare la creatività individuale unendola però alla cooperazione collettiva per raggiungere un obiettivo comune.

©AngeloDelleFratte

Sito Archeologico di Villa Adriana

La tappa odierna di “Fotografare Viaggiando” è il sito archeologico di “Villa Adriana” a Tivoli dichiarato nel 1999 Patrimonio dell’Umanità UNE

Che dire di questa immensa struttura realizzata dall’Imperatore Adriano tra il 118 e il 138 d.c., non si può che rimanere estasiati dalle varie strutture che la compongono.

Ognuna di loro pensata rifacendosi alla cultura greca dello stesso imperatore sommata alle sue immense capacita di architetto.

Nulla è stato lasciato al caso: nell’insediamento si trovano Terme ,Biblioteche, Triclinii, immense vasche d’acqua circondate da statue e tanto verde, il Tempio di Venere e Il Teatro Marittimo dove l’Imperatore si ritirava per riposarsi nella massima riservatezza.

Strutture imponenti che il tempo logora inesorabilmente ma, nonostante tutto ciò, riescono a trasmetterci ancora la grandezza e la magnificenza dell’opera e dei fasti di quell’epoca in cui i Romani hanno dominato il Mondo.

Quasi tutti i principali musei e collezioni di Roma e del resto d’Italia, nonché d’Europa, annoverano tra le loro opere esemplari provenienti da Villa Adriana.

Ho trascorso un’intera mattinata all’interno di questo sito seguendo le indicazioni per raggiungere  i vari settori catturando delle immagini, a mio avviso, molto suggestive.

Alcuni di questi scatti li trovate al termine del mio articolo nella webgallery dedicata al sito archeologico di “Villa di Adriana”.

Arrivederci alla prossima tappa del mio “Fotografare Viaggiando”.

Buona Visione…!

©AngeloDelleFratte

WEBGALLERY SITO ARCHEOLOGICO DI VILLA ADRIANA

Monte Castello di Vibio

Monte Castello di Vibio

Il nome Monte Castello deriva dalla tipica struttura di fortilizio medievale costruito in cima a un colle.

Il Paese esisteva già prima dell’arrivo dei romani, ciò è documentato da aree tombali rinvenute a ridosso delle mura, ma la fioritura vera e propria del territorio si ha con l’arrivo del dominio di Roma.

Difatti la scelta del toponimo “Vibio” pare derivare dal nome di un´antica e nobile famiglia di Perugia da cui il nome “Colonia Vibia Augusta Perusia”.

Monte Castello ha la struttura tipica del “Castrum” medievale, con la cinta di mura ancora quasi del tutto integra con i suoi torrioni, la porta di Maggio si è conservata con tutta la sua torre mentre la porta Tramontana è stata abbattuta.

Dal punto di vista urbanistico all’interno delle mura presenta una rete viaria costituita da due anelli concentrici collegati da vie traverse che delineano abitazioni medievali e rinascimentali e due chiese.

Il paese ospita anche il Teatro della Concordia, il più piccolo teatro all’italiana, uno dei più piccoli al mondo.

Tra l’altro Monte Castello è stato inserito nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia dall’omonima Associazione.

Cipriano Piccolpasso, cartografo, nel 1568 scriveva che qui si “viveva la vita ideale e che gli hommini di 85 paiono averne 35”.

Ho realizzato una webgallery con delle foto artistiche scattate con una Fotocamera Nikon Coolpix.

Buona Visione…!

©AngeloDelleFratte

WEBGALLERY MONTE CASTELLO

La Villa di Livia Drusilla

La tappa odierna del mio “Fotografare Viaggiando” è il sito archeologico della Villa di Livia Drusilla, moglie dell’imperatore Augusto.

La Villa di Livia, denominata dalle fonti antiche ad gallinas albas, in ricordo di uno straordinario evento occorso a Livia, sposa di Ottaviano Augusto, mentre si recava nei suoi possedimenti: “…a Livia Drusilla…un’aquila lasciò cadere dall’alto in grembo…una gallina di straordinario candore che teneva nel becco un ramo di alloro con le sue bacche. Gli aruspici ingiunsero di allevare il volatile e la sua prole, di piantare il ramo e custodirlo religiosamente. Questo fu fatto nella villa dei Cesari che domina il fiume Tevere presso il IX miglio della Via Flaminia, che perciò è chiamata alle Galline; e ne nacque prodigiosamente un boschetto.” (Plin. nat. XV, 136-137).

Questa volta il mio compagno di viaggio è stato il caro amico e collaboratore Emiliano Ceccarelli. Con lui abbiamo condiviso tante belle esperienze ed emozioni con il gruppo di lavoro “Eventi Live” realizzate in collaborazione con sponsor Tecnici come Nital (Nikon Italia), Manfrotto, Epson, Jaguar, Land Rover e molti altri ancora.

Come ai vecchi tempi, zaino in spalla, siamo entrati subito in azione ed abbiamo scattato diverse foto ad un sito archeologico di tutto rispetto. La residenza di Livia Drusilla, terza moglie dell’Imperatore Ottaviano Augusto, era dotata di Terme, Piscina esterna, Giardino, Stanze di ogni tipo per i suoi familiari e per gli ospiti che spesso frequentavano la casa di una donna che, con grande intelligenza, ha saputo ottenere quello che nessuna donna prima di lei era riuscita ad ottenere: diventare Imperatrice. Difatti è stata l’unica donna che ha ricoperto questo incarico solitamente riservato ad un uomo che aveva dimostrato di avere grandi capacità di condottiero alla guida di una delle tante Legioni Romane che con le loro gesta riuscirono ha conquistare, in quell’epoca, gran parte del mondo.

Con alcuni dei miei scatti ho voluto raccontarvi quello che oggi resta della grande dimora di una delle Donne più potenti di Roma: Livia Drusilla.

Durante il percorso tracciato per i visitatori cercate un pizzico di concentrazione e con la mente provate ad immaginare di rivivere in quei luoghi con le persone nel pieno dello splendore di un’antica Roma che ha esportato nel mondo cultura e sapere.

Sfogliando la webgallery provate ad immaginare di essere in quei luoghi che oltre duemila anni fa erano il fulcro dell’Arte e della Cultura dell’antica Roma.

Buona Visione..!

@AngeloDelleFratte

Il Belvedere di Via Piccolomini

Il Belvedere di via Niccolò Piccolomini è la tappa del mio “Fotografare Viaggiando” che conclude il tour dei cinque punti panoramici dai quali è possibile ammirare e fotografare la Cupola di San Pietro e godersi un paesaggio unico che solo la Città Eterna può offrire.

La Terrazza del Gianicolo, Il Giardino degli Aranci all’Aventino, La Terrazza del Pincio, La Terrazza delle Quadrighe e il Belvedere di Via Piccolomini sono, per l’appunto, le cinque locations che ho visitato durante il mese di Gennaio e i primissimi giorni di Febbraio.

Via Piccolomini è una strada lunga poche centinaia di metri, leggermente sopraelevata rispetto al centro di Roma, che termina con un belvedere mozzafiato con la Cupola che spicca su tutto il resto della città.

A causa di un’effetto prospettico più ci si avvicina e più questa si allontana, viceversa più ci si allontana e più si ingrandisce.

Questo avviene perché la strada è in asse con la Cupola, e gli edifici e gli alberi ai lati sono quasi simili e anch’essi ben allineati.

Da subito l’occhio umano viene colpito solo dal Cupolone escludendo il resto che lo circonda, poi man mano che si percorre la strada l’occhio vede anche quello che c’è intorno e questo fa si che si percepisca una dimensione completamente diversa.

Tutto questo è dovuto ad una alterazione delle informazioni trasmesse dal nervo ottico al sistema nervoso centrale sommate ad un’effetto prospettico.

Chiaramente tutto ciò si potrebbe vedere in real time con un filmato, ma per noi amanti della fotografia le emozioni le viviamo attraverso gli scatti e lasciamo ad altri colleghi video maker il piacere di filmare questi fenomeni.

Vista l’assenza di altre attrattive mi sono limitato ad immortalare La Cupola che in una serata fredda e limpida di febbraio appariva ai miei occhi più splendente che mai regalandomi una irripetibile emozione al cospetto di questa immensa opera di architettura.

Anche in questa tappa mi ha fatto compagnia il mio caro amico Luigi Lena che, in questa circostanza oltre a condividere le emozioni, mi è stato di grande aiuto nel posizionare il cavalletto.

Buona Visione..!

@AngeloDelleFratte

Terrazza Borromini: La Grande Bellezza

Landscape from Rooftop

Questa volta la tappa del mio “Fotografare Viaggiando” è la Terrazza Borromini, capace di incorniciare una delle viste più suggestiva della famosa Piazza Navona.

La splendida terrazza incastonata tra il campanile, e la magnifica cupola di Sant’Agnese in Agone è il luogo unico dove trascorrere un piacevole relax gustando cocktail raffinati ammirando un’esclusivo panorama che solo la Città Eterna può offrire.

Si può accedere in questa Rooftop solo con il tempo sereno e con la prenotazione obligatoria visto il numero limitato di posti a disposizione (particolare non trascurabile).

Terrazza Borromini è un capolavoro di architettura barocca ad opera del Borromini situata al  centro di Piazza Navona, una della piazze più famose e più belle di Roma, proprio davanti alla fontana dei Quattro Fiumi del Bernini. La terrazza Borrormini fa parte del palazzo Borromini, detto anche palazzo Pamphilj, realizzato da Francesco Borromini, e voluto da Papa Innocenzo X Pamphilj. 

In questa tappa mi ha fatto compagnia il mio carissimo amico Luigi Lena con il quale abbiamo deciso di dedicare del tempo alla scoperta e alla conoscenza di locations che ci possano trasmettere emozioni e, al tempo stesso, ci possano arricchire anche dal punto di vista culturale.

Per quanto mi riguarda queste locations sono sempre motivo di grandi emozioni che cerco di immortalare in scatti fotografici che congelano degli istanti per l’eternità.

Anche in questa circostanza ho selezionato alcuni scatti con i quali ho realizzato, per voi amici che mi seguite su questo blog, una webgallery che trovate al termine di questo articolo.

Buona visione..!

@AngeloDelleFratte

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Il Pizzomunno – Vieste

Il Pizzomunno – Vieste

Una delle tappe del mio “Fotografare Viaggiando” è stata la città di Vieste che si trova in provincia di Foggia (Puglia).

Eccellente stazione balneare, per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte insignita della bandiera blu dalla Foundation for Environmental Education; fa parte del parco nazionale del Gargano.

Chi è stato a Vieste non può non aver notato “Il Pizzomunno”.

Il Pizzomunno è un monolite alto circa 25 metri posto all’inizio della spiaggia detta del Castello.Praticamente il Pizzomunno si erge all’inizio della strada costiera che da Vieste porta a Mattinata.
La leggenda di Pizzomunno
Pizzomunno era un bellissimo pescatore che amava la bella Cristalda (esistono varie versioni della leggenda che indicano il nome della ragazza in Vesta o Vieste).Ogni giorno Pizzomunno usciva in mare solo con la sua barca ed ogni giorno le sirene lo aspettavano per cantargli le loro dolcissime ma mortali canzoni ammaliatrici.Le sirene volevano Pizzomunno come loro re ed amante e gli offrirono l’immortalità se lui avesse accettato di diventarlo.Ma Pizzomunno amava Cristalda e non le sirene che erano squamose e puzzavano di pesce fradicio.Ecco quindi che una sera, mentre Cristalda stava ad aspettare il suo Pizzomunno su di un isolotto di fronte al mare, le sirene emersero dall’acqua, aggredirono Cristalda e la trascinarono negli abissi del mare. Pizzomunno sentite le urla di Cristalda si buttò in mare tentando invano di salvarla.Il giorno dopo i pescatori ritrovarono Pizzomunno pietrificato dal dolore sopra un bianco scoglio che da allora porta il suo nome.La leggenda non ci specifica bene cosa accadde a Cristalda ma si racconta che ogni cento anni per una sola notte la bella Cristalda risale dagli abissi e si ricongiunge al suo Pizzomunno.

Realized with:
Device: Nikon D700
Lens: AF-S Nikkor 24-70mm f/2.8 GFocal Lenght: 24mmAperture: F/5.6Shutter Speed: 2,5 sec.ISO Sensivity: ISO 200

La Terrazza delle Quadrighe

Quadriga della Libertà

Dalla Terrazza delle Quadrighe, situata in cima al Complesso museale del Vittoriano, si può ammirare un panorama davvero mozzafiato.

Due ascensori panoramici in acciaio e cristallo, vi permettono di raggiungere, in soli 35 secondi, il punto più alto del Vittoriano che si trova a ben 80 metri di altezza su piazza Venezia, e dal quale potete ammirare Roma a 360° e divertirvi a riconoscere palazzi, chiese e monumenti di Roma. La vista spazia dalla magnificenza del Colosseo e dei Fori Imperiali alle chiese del centro storico, dal Fiume Tevere al Ghetto ebraico, dalla Piazza del Campidoglio al Quirinale e dal moderno quartiere Eur ai Castelli Romani.

La splendida terrazza prende il nome dalla due quadrighe in bronzo alte 11 metri collocate sulla sommità dei due propilei tra il 1924 e il 1927. A sinistra, potete ammirare la Quadriga dell’Unità opera dello scultore carrarese Carlo Fontana. Il complesso scultoreo raffigura una Vittoria classica con le ali spiegate e la corona d’alloro, mentre procede su un carro tirato da quattro cavalli. Sul propileo si legge l’iscrizione in latino Patriae UnitatiAll’unità della Patria.

A destra, invece, si trova la Quadriga della Libertà, opera dello scultore romano Paolo Bartolini.  Anche la Libertà appare come una classica Vittoria con le ali spiegate che conduce un carro tirato da quattro cavalli. Ha il capo cinto da un nastro, una corona d’alloro in una mano e una lancia nell’altra. Sul propileo si legge l’iscrizione in latino Civium LibertatiAlla libertà dei cittadini.

Questa tappa del mio “Fotografare Viaggiando” oltre ad emozionarmi con uno scenario unico mi ha regalato anche una piacevole “rimpatriata” con un vecchio amico d’infanzia il Dottor Raimondo Farinacci con il quale condividiamo una grande passione per la fotografia che, nel mio caso, si è trasformata negli anni in una professione dalla quale ho ricevuto molte soddisfazioni personali e professionali.

Anche in questa circostanza, con la complicità di un tramonto infuocato ed un panorama unico che può offrire solo la Città Eterna, ho sentito salire l’adrenalina e, in genere quando questo accade, si ottengono dei discreti risultati nell’acquisizione delle immagini.

Ho selezionato alcuni scatti sperando che possano regalare qualche emozione anche a voi miei cari amici che mi seguite su questo blog.

Buona visione!

©AngeloDelleFratte

WEBGALLERY TERRAZZA DELLE QUADRIGHE