Fotografare M42 – La Nebulosa di Orione

La Nebulosa di Orione

Nota anche come Messier 42 o (M 42, NGC 1976) è una delle nebulose diffuse più brillanti del cielo notturno. Chiaramente riconoscibile ad occhio nudo come un oggetto di natura non stellare, è posta a sud del famoso asterismo della Cintura di Orione, al centro della cosiddetta Spada di Orione, nell’omonima costellazione.
Posta ad una distanza di circa 1500 anni luce dalla Terra, si estende per circa 24 anni luce ed è la regione di formazione stellare più vicina al Sistema solare. Vecchie pubblicazioni si riferiscono a questa nebulosa col nome di Grande Nebulosa, mentre più anticamente i testi astrologici riportavano lo stesso nome della stella Eta Orionis, Ensis (la spada), che però si trova in un’altra parte della costellazione.
Si tratta di uno degli oggetti più fotografati e studiati della volta celeste, ed è sotto costante controllo a causa dei fenomeni celesti che hanno luogo al suo interno; gli astronomi hanno scoperto nelle sue regioni più interne dischi protoplanetari, nane brune e intensi movimenti di gas e polveri.
La Nebulosa di Orione contiene al suo interno un ammasso aperto molto giovane, noto come Trapezio. Le osservazioni con i più potenti telescopi (specialmente il Telescopio spaziale Hubble) hanno rivelato molte stelle circondate da anelli di polveri, probabilmente il primo stadio della formazione di un sistema planetario.
La nebulosa è stata riconosciuta come tale nel 1610 da un avvocato francese, Nicolas-Claude Fabri de Peiresc, anche se, date le dimensioni e la luminosità, era certamente conosciuta anche in epoche preistoriche. Tolomeo la identificava come una stella della spada di Orione, di magnitudine 3.

La sera di Domenica 27 novembre 2022 verso le ore 18:00 io e il mio amico Raimondo Farinacci partiamo per Monte Ceraso località sita nel Comune di Rocca Priora (Roma) con una missione ben precisa: fotografare la Nebulosa di Orione.

Arrivati sul punto di osservazione ci siamo prodigati per effettuare tutte le operazioni preliminari che precedono l’acquisizione delle immagini: installare la montatura equatoriale nel nostro caso una EQM-35 Sky Watcher sulla quale abbiamo installato un Telescopio Celestron C5 con una Fotocamera Nikon D600 modificata per acquisire immagini astronomiche.

Dopo aver effettuato il puntamento della Stella Polare (la prima operazione da fare) abbiamo effettuato l’allineamento delle stelle (che va fatto ad una o più stelle a seconda delle esigenze di ripresa).

Nel frattempo il cielo molto sereno si stava oscurando, casualmente rivolgo lo sguardo verso ponente (Ovest) e vedo uno spicchio di Luna che stava tramontando e più calava e più si colorava di un’arancione tendente al rossiccio.
In pochi attimi, senza che Raimondo si accorgesse dello spettacolo che stava andando in scena, ho montato un treppiede e, con la Nikon D5 con ottica Nikkor 200-500 mm, ho fatto velocemente una sequenza di scatti (all’incirca 20 o 30).

Quando, a tarda notte sono rientrato a casa, ho fatto immediatamente una selezione di quegli scatti ed ho avuto conferma della spettacolarità di quella Luna crescente, visibile solo al 18%, che si era colorata grazie al fenomeno della “Rifrazione Magnetica” che in alcuni circostanze non solo la colora ma riesce anche a deformarla.

Ed ecco il risultato:

Terminata questa breve parentesi dedicata alla Luna, che fotografo ormai da molti anni, sono tornato subito mentalmente e fisicamente al fianco del mio amico Raimondo ed abbiamo iniziato a fare i vari tentativi di messa a fuoco che sono l’ultima incombenza prima del puntamento definitivo alla Nebulosa o Galassia oggetto delle acquisizioni della serata, nel nostro caso, la Nebulosa di Orione che, nel frattempo, era spuntata fuori dalla collina e dagli alberi che la sovrastavano.
Effettuato il puntamento di M42 (Orione) abbiamo fatto alcuni scatti di prova per individuare i corretti parametri di scatto (Tempo di esposizione e ISO).

Alle 21:15 esatte abbiamo fatto partire la sequenza programmata per 100 scatti.

Terminata la prima sequenza ne abbiamo impostata una seconda da 15 scatti Dark.

Alle 22:30 la sessione di acquisizione era terminata e, nonostante la temperatura esterna fosse molto rigida, eravamo molto soddisfatti perchè dal monitor della fotocamera gli scatti singoli ci sembravano discreti.

In questi casi, viste le condizioni climatiche, si smonta l’attrezzatura in tempi brevissimi e si sale velocemente in macchina per tornarsene a casa ma solo dopo essersi scambiati un “caloroso” saluto e un grosso in bocca al lupo per quello che verrà fuori dalle elaborazioni del giorno dopo.

Salendo in macchina abbiamo avuto subito la conferma che li fuori la temperatura era veramente bassa e quindi solo l’adrenalina aveva mitigato la nostra percezione del freddo. Comunque il morale era al massimo e poco contava se avevamo sentito un po di freddo.

All’indomani di questa bellissima serata piena di emozioni (basti pensare che ciò che si tenta di fotografare è distante da noi migliaia di anni luce e probabilmente, anzi quasi sicuramente, ciò che fotografiamo potrebbe non esserci più o essere totalmente diverso: chi lo potrai mai dire. Resta la soddisfazione di aver realizzato nel nostro piccolo un miracolo fotografico.

Il giorno successivo è il tempo della riflessione e della concentrazione su come elaborare quegli scatti così preziosi dai quali ci aspettiamo delle belle immagini che riescano ad emozionarci negli anni a venire e, al tempo stesso, suscitare le stesse emozioni ai nostri amici e ai nostri cari che ci supportano e sopportano in queste meravigliose avventure notturne sotto le stelle.

Fatta la scelta del software inizia l’attesa per l’elaborazione, in quei momenti ti vengono in mente mille pensieri sia belli che brutti pensando ad un esito positivo o ad un’insuccesso. Trascorsi quegli interminabili minuti ecco che il computer sforna un file grezzo che va a sua volta elaborato con il Photoshop.
Diversamente dalla fotografia tradizionale le foto astronomiche hanno dei procedimenti di elaborazione molto complessi che richiedono una buona conoscenza dei programmi di foto-ritocco. Quindi è fondamentale fare una buona acquisizione delle immagini ma è altrettanto importante saperle poi ben elaborare in post-produzione.

Come per l’acquisizione anche la post produzione delle immagini l’abbiamo voluta fare insieme io e Raimondo e tra le varie elaborazioni ne abbiamo scelte due a campione che pur avendo lo stesso file di partenza sono state elaborate con due diverse scale cromatiche.

Prima elaborazione:

Seconda elaborazione:

Location: Monte Ceraso – Rocca Priora (Roma) – Italy

Shot parameters: 100 shots from 30″ + 15 Dark f. – ISO 2500
Date and Time: 11/27/2022 from 09.15pm to 10.30pm
Technical equipment: Nikon D600 (without filter IR) + Celestron C5

Logo Amici Astro Fotografi

Il logo è l’identificativo di immagini acquisite e successivamente elaborate da: Angelo Delle Fratte e Raimondo Farinacci amici d’infanzia con una passione comune per la fotografia e, in modo particolare, per l’Astro Fotografia.

Vi ringrazio per l’attenzione amici che seguite questo blog e vi aspetto per una prossima entusiasmante avventura fotografica.

© AngeloDelleFratte

Fenicotteri Rosa al CHM Oasi LIPU Ostia

Durante la scorsa settimana sono stato ben due volte al Centro Habitat Mediterraneo Oasi LIPU di Ostia: la prima volta Sabato 12 novembre, da solo, dopo aver appreso la notizia dell’arrivo di ben 14 Fenicotteri Rosa in quest’Oasi naturalistica.

Sabato 12 novembre 2022

In questa prima occasione ho avuto la possibilità di partecipare ad una visita guidata dell’Oasi che prevedeva una breve presentazione ben argomentata che descrive sia il percorso che negli anni è stato fatto affinchè si potesse realizzare quest’Oasi, sia l’illustrazione delle varie specie animali che la frequentano.

La presentazione è stata molto interessante vista la passione e la dedizione che il Responsabile dell’Oasi ha per gli animali e per questo luogo.

A seguire siamo stati accompagnati lungo un percorso che ci ha fatto conoscere i 3 capanni attualmente agibili: Il Capanno galleggiante denominato “Capanno dell’Airone Rosso” (probabilmente il miglior capanno che c’è nelle varie Oasi di tutta l’Italia) e successivamente il Capanno N.1 e il Capanno N.2.
Per motivi logistici non è stato possibile visitare il capanno galleggiante (perche’ oltre al fatto che può ospitare solo due persone necessita di una prenotazione quindi ha una lista di attesa di diversi giorni), mentre è stato possibile visitare gli altri due capanni suddividendoci in due gruppi che si sono alternati nelle osservazioni dei volatili.
Con un pizzico di fortuna sono riuscito a fotografare: dal capanno N.2 un’Airone Cenerino:

e dal capanno N:1 un Cavaliere d’Italia:

È stata un’esperienza piacevole che mi ha fatto conoscere una bellissima Oasi Naturalistica e delle persone veramente speciali che collaborano con il Responsabile dell’Oasi nella gestione della struttura, per non parlare poi dell’entusiasmo dei bambini che non hanno mai perso la concentrazione sia durante la presentazione che durante la passeggiata nell’Oasi.

Giovedi’ 17 novembre 2022

Ed eccoci arrivati al fatidico giorno in cui sarà possibile accedere al “Capanno dell’Airone Rosso”.

Alle 08:30 tutti e quattro gli amici del Mercoledì: Raimondo, Rolando, Giulio e il sottoscritto ci siamo ritrovati davanti al cancello di accesso secondario dell’Oasi pronti per una intensa giornata di caccia fotografica.

Vista la capienza di due persone abbiamo formato due gruppi e ci siamo divisi: io e Giulio abbiamo fatto il primo turno al Capanno Airone rosso, mentre Raimondo e Rolando sono andati a fotografare dagli altri capanni, poi verso mezzogiorno ci siamo scambiati le postazioni.

Verso le 14:00 abbiamo terminato di scattare e da una prima valutazione sommaria ci è sembrata subito una proficua giornata di caccia fotografica.
Alcuni scatti ci davano la sensazione che avevamo colpito nel segno più volte ma, come sempre, bisogna aspettare di vederle al computer per poter esprimere un giudizio definitivo.
Il giorno successivo tutti è quattro, dopo aver analizzato gli scatti, ci siamo resi conto che effettivamente ci potevamo ritenere soddisfatti per quello che eravamo riusciti ad ottenere.
Di seguito vi propongo una selezione dei miei scatti per rendervi partecipi di questa bella ed emozionante avventura, perchè oltre ai Fenicotteri Rosa siamo riusciti a catturare immagini di altre specie di uccelli acquatici: l’Airone Bianco Maggiore, l’Airone Cenerino, l’Alzavola ed infine anche l’elegante Egretta Garzetta.

Fenicotteri Rosa

Airone Bianco Maggiore

Airone Cenerino

Alzavola

Egretta Garzetta

Vorrei concludere ringraziando i miei compagni di avventura: Raimondo, Rolando e Giulio che sono sempre pronti ad aiutarmi sia fisicamente che moralmente.
Con l’occasione vorrei ringraziare anche il Responsabile dell’Oasi Alessandro Polinori per la sua cortese ospitalità e disponibilità.

Complesso Monumentale San Leucio (CE)

Ho auto il piacere di visitare Il Complesso Monumentale di San Leucio in provincia di Caserta, conosciuto anche come “Il Belvedere di San Leucio” insieme agli amici Giulio e Rolando durante un’escursione del gruppo “Amici del Mercoledì”.

Questa immensa struttura realizzata per conto del Re Ferdinado IV di Borbone è composta da una Sezione di Archeologia Industriale (Museo della Seta) e dall’appartamento Reale.

Ho avuto la possibilità di fare degli scatti fotografici durante la visita guidata che ho voluto suddividere in due webgallery: la prima riguarda il Museo della Seta mentre la seconda è dedicata agli interni dell’appartamento reale.

Ringrazio Giulio e Rolando per questa bellissima esperienza vissuta insieme e a voi amici che seguite questo blog vi auguro una buona visione.

© AngeloDelleFratte

La Sezione di Archeologia Industriale,

si sviluppa su due piani e ospita numerosi macchinari e attrezzature dell’epoca utilizzate nelle varie fasi della lavorazione della seta. In particolare evidenza sono i nove telai a mano, tutti restaurati e funzionanti, per la produzione di broccati, broccatelli, lampassi, damaschi e della famosa “coperta leuciana” (un magnifico tessuto di damasco ad una spola, di grandi dimensioni, la cui produzione si afferma nella seconda metà dell’ottocento). Tra le eccezionalità si annoverano i due grandi torcitoi cilindrici in legno, sui quali 1200 rocchetti girano all’unisono,ricostruiti negli anni novanta del secolo scorso secondo i disegni originali e mossi dalla ruota idraulica posta nel sottosuolo. Nella parte finale della sezione sono esposti vari tessuti serici di moderna fattura, per poter finalmente toccare con mano la ricchezza e la delicatezza del prodotto finito.

Webgallery

L’ Appartamento Reale,

è composto da una serie di stanze particolarmente affascinanti, in cui la seta è sempre protagonista. Tra tutte spiccano: il Bagno Grande, cosiddetto “Bagno di Maria Carolina”, interamente dipinto ad encausto nel 1792 dal primo pittore di corte, Philiph Hachert; la sala da pranzo, dipinta con storie della vita di Bacco da Fedele Fischetti; la stanza da letto, sul cui soffitto campeggia l’Aurora, opera di Giuseppe Cammarano; il Coretto, da cui i sovrani assistevano alle celebrazioni liturgiche nella sottostante chiesa di San Ferdinando Re, tuttora aperta al culto.

Webgallery

Saggio di Fine Anno – Dea 2.2 asd

Ieri sera nella splendida cornice della Città di Palestrina si è svolto il saggio di fine anno accademico della Scuola di Danza “Dea 2.2 asd”.

Si sono esibiti nelle varie discipline tutti gli atleti che hanno frequentato il corso 2021/2022.

Tra questi c’era anche mia nipote Arianna che ha frequentato il corso di “Danza Aerea”.

È stata una bella kermesse con gli attori principali che hanno dato sfoggio delle loro potenzialità acquisite, durante l’anno, dagli insegnanti della scuola.

Ho fotografato alcuni momenti dell’esibizione della “Danza Aerea” e con alcuni dei miei scatti ho voluto realizzare una piccola webgallery.

Un plauso agli organizzatori dell’evento e agli allievi che hanno dato vita ad uno spettacolo coinvolgente ed entusiasmante.

Buona visione…!

© AngeloDelleFratte

WEBGALLERY

Parco Naturale Regionale Bracciano-Mantignano

Il parco ben rappresenta il tipico paesaggio vulcanico che si estende su gran parte della fascia collinare a nord della Capitale. A cavallo delle province di Roma e Viterbo, comprende i due omonimi laghi la cui superficie con seimila ettari complessivi copre da sola circa il 40% del parco e la campagna adiacente. Quello di Bracciano, di gran lunga il più esteso, costituisce una riserva d’acqua di grande importanza per la città di Roma che se ne avvale in occasione di ogni emergenza. La cintura di colline che circonda le sponde arricchisce la varietà del parco. Pascoli e coltivi disegnano una campagna ancora a misura d’uomo, in particolare in alcuni settori dell’area protetta come alla tenuta di Vicarello.

Questa è stata la meta di Sabato 23 aprile 2022 del mio “Fotografare Viaggiando”.

Ho deciso di iniziare l’escursione dal Lago di Martignano. Si può arrivare fino ad un chilometro dalla riva del Lago con la propria auto percorrendo una strada sterrata per circa due chilometri a questo punto si trova un grande parcheggio ed un servizio navetta molto efficiente. In alternativa si può raggiungere a piedi percorrendo un sentiero che all’andata e ,prevalentemente in discesa, mentre al ritorno è un pochino più faticoso visto il dislivello che c’è tra la riva del lago l’altopiano che circonda il lago.

Questo è il punto esatto dove si inizia a scendere verso il lago. Mi ha colpito molto questa frase scolpita su quel tronco:

“DEUS SIVE NATURA”

Letteralmente “Dio ossia la Natura” è un’espressione Latina che, nell’ambito della riflessione metafisica, cosmologica, teologica ed etica del Filosofo Baruch Spinoza, sta a significare l’identità di Dio, inteso come la sostanza infinita da cui tutti gli enti dipendono per la loro esistenza e per la loro essenza, e la Natura, intesa come l’insieme di tutto ciò che esiste, cioè la sostanza e tutti i suoi attributi e le sue modificazioni.

Arrivato sulla prato antistante la battigia del lago come per incanto appare uno spazio attrezzato per rifocillarsi gestito da “Enzo ai Salici”.

Da questo “chiosco-ristorante” si possono acquistare piatti gustosi e genuini (primi, secondi, contorni e dolcetto della casa a prezzi molto contenuti) per poi mangiarli sui tavoli artigianali messi a disposizione dei clienti e, mentre si consuma il pasto, si può ammirare lo splendido scenario del lago. Un’oasi di tranquillità dove si respira aria pulita e si ha la sensazione di esser in un paradiso terrestre in perfetta simbiosi con la natura.

Purtroppo per me che sono un’appassionato di fotografia ho potuto solo fare alcuni scatti al bellissimo paesaggio perchè non c’era nemmeno un esemplare di uccelli acquatici. Forse in questo habitat il periodo invernale è quello più indicato per poterceli trovare, ma pazienza trascorrere in tranquillità delle ore in questi luoghi non ha prezzo.

Dopo un paio di ore trascorse su questo splendido lago ho preso la la strada di ritorno avendo come obiettivo raggiungere la seconda meta di questa escursione: il Lago di Bracciano. Mentre percorrevo la strada sterrata sulla mia sinistra su una collinetta ho notato degli uccelli bianchi ma vista la distanza non riuscivo a comprendere di cosa si trattasse. Mi sono fermato ai bordi della strada e con movimenti felpati ho recuperato la mia fotocamera ed ho iniziato a scattare dall’interno della macchina con il finestrino abbassato (non avevo altre possibilià). Dopo diverso tempo di appostamento ingrandendo alcuni scatti mi sono accorto che si trattava di esemplari di aironi che invece di essere in acqua stanziavano su quel prato.

Tornato a casa interpellato il mio amico Raimondo in un battibaleno ha subito individuato la specie animale: “Airone guardabuoi” a questo punto tutto mi tornava. Come vi avevo anticipato la distanza tra me e gli aironi era enorme ma con la mia tenacia ho insistito nel fare degli scatti e tra questi fortunatamente qualcosa di buono è venuto fuori.

Ho ripreso il viaggio verso il Lago di Bracciano arrivando poco dopo in Località Anguillara Sabazia. Chiaramente dal punto di vista della natura nulla a che vedere con Martignano, mi sono allontanato dal centro abitato e dopo un paio di chilometri percorsi in direzione di Vigna di Valle (sempre dall’interno della macchina) ho potuto fotografare un esemplare di Cigno intento a fare la pulizia del suo corpo, uno spettacolo vederlo in azione.

Poi ho ripreso il viaggio facendo qualche altro chilometro costeggiando sempre la sponda del lago e mi sono fermato nei pressi di una piccola spiaggia con della sabbia nera e li mi sono messo in attesa di vedere qualche uccello acquatico, ma anche qui purtroppo non c’era nulla. Alla fine mi sono fatto persuaso (come dice il famosissimo commissario Montalbano) che forse non era la mia giornata fortunata dal punto di vista fotografico e quindi mi sono limitato a gustarmi il panorama e a respirare quel venticello gradevole tipico delle giornate di primavera che ha incoraggiato gli amanti della vela a scendere in acqua con le proprie imbarcazioni.

Termina qui il racconto di una splendida giornata trascorsa a contatto con la natura incontaminata che ti rigenera il fisico e lo spirito.

Un arrivederci alla prossima escursione.

© Angelo Delle Fratte

Luna piena della Neve

Luna piena della neve, a sottolineare come questo mese sia il più nevoso per la ragione nordamericana.

Un periodo di freddo e di ristrettezze, infatti, un’altra popolazione nativa, quella dei Cherokee, la chiama altrimenti luna ossuta.

Seppur oggi la nostra vita non sia più così legata al ciclo della natura, il mese di febbraio resta un momento in cui è necessario rallentare il ritmo, ritrovare se stessi e dosare le energie, nell’attesa dell’arrivo della primavera.

E proprio di energia ci parla il Leone, orgoglioso, creativo ed espressivo: qui si trova la luna oggi in opposizione al sole, che invece è in Aquario, eccentrico, futuristico e fantasioso.

I due segni sono opposti anche nello zodiaco: questo asse ci invita a trovare un equilibrio tra l’io e il noi.

È una fase nella quale è necessario indagare ed esaltare la creatività individuale unendola però alla cooperazione collettiva per raggiungere un obiettivo comune.

©AngeloDelleFratte

Sito Archeologico di Villa Adriana

La tappa odierna di “Fotografare Viaggiando” è il sito archeologico di “Villa Adriana” a Tivoli dichiarato nel 1999 Patrimonio dell’Umanità UNE

Che dire di questa immensa struttura realizzata dall’Imperatore Adriano tra il 118 e il 138 d.c., non si può che rimanere estasiati dalle varie strutture che la compongono.

Ognuna di loro pensata rifacendosi alla cultura greca dello stesso imperatore sommata alle sue immense capacita di architetto.

Nulla è stato lasciato al caso: nell’insediamento si trovano Terme ,Biblioteche, Triclinii, immense vasche d’acqua circondate da statue e tanto verde, il Tempio di Venere e Il Teatro Marittimo dove l’Imperatore si ritirava per riposarsi nella massima riservatezza.

Strutture imponenti che il tempo logora inesorabilmente ma, nonostante tutto ciò, riescono a trasmetterci ancora la grandezza e la magnificenza dell’opera e dei fasti di quell’epoca in cui i Romani hanno dominato il Mondo.

Quasi tutti i principali musei e collezioni di Roma e del resto d’Italia, nonché d’Europa, annoverano tra le loro opere esemplari provenienti da Villa Adriana.

Ho trascorso un’intera mattinata all’interno di questo sito seguendo le indicazioni per raggiungere  i vari settori catturando delle immagini, a mio avviso, molto suggestive.

Alcuni di questi scatti li trovate al termine del mio articolo nella webgallery dedicata al sito archeologico di “Villa di Adriana”.

Arrivederci alla prossima tappa del mio “Fotografare Viaggiando”.

Buona Visione…!

©AngeloDelleFratte

WEBGALLERY SITO ARCHEOLOGICO DI VILLA ADRIANA

Monte Castello di Vibio

Monte Castello di Vibio

Il nome Monte Castello deriva dalla tipica struttura di fortilizio medievale costruito in cima a un colle.

Il Paese esisteva già prima dell’arrivo dei romani, ciò è documentato da aree tombali rinvenute a ridosso delle mura, ma la fioritura vera e propria del territorio si ha con l’arrivo del dominio di Roma.

Difatti la scelta del toponimo “Vibio” pare derivare dal nome di un´antica e nobile famiglia di Perugia da cui il nome “Colonia Vibia Augusta Perusia”.

Monte Castello ha la struttura tipica del “Castrum” medievale, con la cinta di mura ancora quasi del tutto integra con i suoi torrioni, la porta di Maggio si è conservata con tutta la sua torre mentre la porta Tramontana è stata abbattuta.

Dal punto di vista urbanistico all’interno delle mura presenta una rete viaria costituita da due anelli concentrici collegati da vie traverse che delineano abitazioni medievali e rinascimentali e due chiese.

Il paese ospita anche il Teatro della Concordia, il più piccolo teatro all’italiana, uno dei più piccoli al mondo.

Tra l’altro Monte Castello è stato inserito nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia dall’omonima Associazione.

Cipriano Piccolpasso, cartografo, nel 1568 scriveva che qui si “viveva la vita ideale e che gli hommini di 85 paiono averne 35”.

Ho realizzato una webgallery con delle foto artistiche scattate con una Fotocamera Nikon Coolpix.

Buona Visione…!

©AngeloDelleFratte

WEBGALLERY MONTE CASTELLO

La Villa di Livia Drusilla

La tappa odierna del mio “Fotografare Viaggiando” è il sito archeologico della Villa di Livia Drusilla, moglie dell’imperatore Augusto.

La Villa di Livia, denominata dalle fonti antiche ad gallinas albas, in ricordo di uno straordinario evento occorso a Livia, sposa di Ottaviano Augusto, mentre si recava nei suoi possedimenti: “…a Livia Drusilla…un’aquila lasciò cadere dall’alto in grembo…una gallina di straordinario candore che teneva nel becco un ramo di alloro con le sue bacche. Gli aruspici ingiunsero di allevare il volatile e la sua prole, di piantare il ramo e custodirlo religiosamente. Questo fu fatto nella villa dei Cesari che domina il fiume Tevere presso il IX miglio della Via Flaminia, che perciò è chiamata alle Galline; e ne nacque prodigiosamente un boschetto.” (Plin. nat. XV, 136-137).

Questa volta il mio compagno di viaggio è stato il caro amico e collaboratore Emiliano Ceccarelli. Con lui abbiamo condiviso tante belle esperienze ed emozioni con il gruppo di lavoro “Eventi Live” realizzate in collaborazione con sponsor Tecnici come Nital (Nikon Italia), Manfrotto, Epson, Jaguar, Land Rover e molti altri ancora.

Come ai vecchi tempi, zaino in spalla, siamo entrati subito in azione ed abbiamo scattato diverse foto ad un sito archeologico di tutto rispetto. La residenza di Livia Drusilla, terza moglie dell’Imperatore Ottaviano Augusto, era dotata di Terme, Piscina esterna, Giardino, Stanze di ogni tipo per i suoi familiari e per gli ospiti che spesso frequentavano la casa di una donna che, con grande intelligenza, ha saputo ottenere quello che nessuna donna prima di lei era riuscita ad ottenere: diventare Imperatrice. Difatti è stata l’unica donna che ha ricoperto questo incarico solitamente riservato ad un uomo che aveva dimostrato di avere grandi capacità di condottiero alla guida di una delle tante Legioni Romane che con le loro gesta riuscirono ha conquistare, in quell’epoca, gran parte del mondo.

Con alcuni dei miei scatti ho voluto raccontarvi quello che oggi resta della grande dimora di una delle Donne più potenti di Roma: Livia Drusilla.

Durante il percorso tracciato per i visitatori cercate un pizzico di concentrazione e con la mente provate ad immaginare di rivivere in quei luoghi con le persone nel pieno dello splendore di un’antica Roma che ha esportato nel mondo cultura e sapere.

Sfogliando la webgallery provate ad immaginare di essere in quei luoghi che oltre duemila anni fa erano il fulcro dell’Arte e della Cultura dell’antica Roma.

Buona Visione..!

@AngeloDelleFratte

Il Belvedere di Via Piccolomini

Il Belvedere di via Niccolò Piccolomini è la tappa del mio “Fotografare Viaggiando” che conclude il tour dei cinque punti panoramici dai quali è possibile ammirare e fotografare la Cupola di San Pietro e godersi un paesaggio unico che solo la Città Eterna può offrire.

La Terrazza del Gianicolo, Il Giardino degli Aranci all’Aventino, La Terrazza del Pincio, La Terrazza delle Quadrighe e il Belvedere di Via Piccolomini sono, per l’appunto, le cinque locations che ho visitato durante il mese di Gennaio e i primissimi giorni di Febbraio.

Via Piccolomini è una strada lunga poche centinaia di metri, leggermente sopraelevata rispetto al centro di Roma, che termina con un belvedere mozzafiato con la Cupola che spicca su tutto il resto della città.

A causa di un’effetto prospettico più ci si avvicina e più questa si allontana, viceversa più ci si allontana e più si ingrandisce.

Questo avviene perché la strada è in asse con la Cupola, e gli edifici e gli alberi ai lati sono quasi simili e anch’essi ben allineati.

Da subito l’occhio umano viene colpito solo dal Cupolone escludendo il resto che lo circonda, poi man mano che si percorre la strada l’occhio vede anche quello che c’è intorno e questo fa si che si percepisca una dimensione completamente diversa.

Tutto questo è dovuto ad una alterazione delle informazioni trasmesse dal nervo ottico al sistema nervoso centrale sommate ad un’effetto prospettico.

Chiaramente tutto ciò si potrebbe vedere in real time con un filmato, ma per noi amanti della fotografia le emozioni le viviamo attraverso gli scatti e lasciamo ad altri colleghi video maker il piacere di filmare questi fenomeni.

Vista l’assenza di altre attrattive mi sono limitato ad immortalare La Cupola che in una serata fredda e limpida di febbraio appariva ai miei occhi più splendente che mai regalandomi una irripetibile emozione al cospetto di questa immensa opera di architettura.

Anche in questa tappa mi ha fatto compagnia il mio caro amico Luigi Lena che, in questa circostanza oltre a condividere le emozioni, mi è stato di grande aiuto nel posizionare il cavalletto.

Buona Visione..!

@AngeloDelleFratte